RAEE: come e dove riciclare i tuoi apparecchi elettronici
Pubblicato il 23/08/2026
RAEE è l'acronimo di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: tutto ciò che ha una spina, una batteria o un circuito elettronico, dal grande elettrodomestico allo smartphone più piccolo. Sono divisi per legge in categorie, dai grandi bianchi come frigoriferi e lavatrici fino ai piccoli dispositivi come cellulari e cuffie.
Buttare questi apparecchi nel rifiuto indifferenziato è vietato e dannoso: contengono sostanze pericolose come piombo, mercurio, cadmio e i gas refrigeranti dei frigoriferi, che se dispersi nell'ambiente inquinano acqua e suolo per anni.
C'è anche un lato positivo, spesso sottovalutato: i RAEE contengono materiali preziosi come rame, argento, oro e terre rare, oggi sempre più difficili da estrarre. Recuperarli dai vecchi dispositivi, una pratica chiamata "urban mining", riduce la necessità di nuove estrazioni minerarie.
Come smaltirli correttamente? Le isole ecologiche comunali accettano quasi tutti i RAEE gratuitamente. In alternativa, quando acquisti un elettrodomestico nuovo, il negozio è obbligato per legge a ritirare gratis quello vecchio equivalente ("uno contro uno"). Per i dispositivi molto piccoli, come un vecchio telefono, molti negozi di elettronica con superficie di vendita ampia devono accettarli anche senza obbligo di acquisto ("uno contro zero").
Prima di disfartene, però, chiediti: funziona ancora? Se sì, spesso la scelta migliore per l'ambiente non è il riciclo ma il riutilizzo: un dispositivo che continua a funzionare nelle mani di qualcun altro evita la produzione di uno nuovo, con tutto il consumo di energia e materie prime che questo comporta. Il riciclo dei RAEE resta fondamentale per tutto ciò che non funziona più, ma quando un oggetto ha ancora vita davanti a sé, dargli una seconda possibilità è sempre l'opzione più sostenibile.
Buttare questi apparecchi nel rifiuto indifferenziato è vietato e dannoso: contengono sostanze pericolose come piombo, mercurio, cadmio e i gas refrigeranti dei frigoriferi, che se dispersi nell'ambiente inquinano acqua e suolo per anni.
C'è anche un lato positivo, spesso sottovalutato: i RAEE contengono materiali preziosi come rame, argento, oro e terre rare, oggi sempre più difficili da estrarre. Recuperarli dai vecchi dispositivi, una pratica chiamata "urban mining", riduce la necessità di nuove estrazioni minerarie.
Come smaltirli correttamente? Le isole ecologiche comunali accettano quasi tutti i RAEE gratuitamente. In alternativa, quando acquisti un elettrodomestico nuovo, il negozio è obbligato per legge a ritirare gratis quello vecchio equivalente ("uno contro uno"). Per i dispositivi molto piccoli, come un vecchio telefono, molti negozi di elettronica con superficie di vendita ampia devono accettarli anche senza obbligo di acquisto ("uno contro zero").
Prima di disfartene, però, chiediti: funziona ancora? Se sì, spesso la scelta migliore per l'ambiente non è il riciclo ma il riutilizzo: un dispositivo che continua a funzionare nelle mani di qualcun altro evita la produzione di uno nuovo, con tutto il consumo di energia e materie prime che questo comporta. Il riciclo dei RAEE resta fondamentale per tutto ciò che non funziona più, ma quando un oggetto ha ancora vita davanti a sé, dargli una seconda possibilità è sempre l'opzione più sostenibile.
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